LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE CHE NESSUNO VIDE
Una specie di amarcord per addetti ai lavori
E strano come un crollo degli investimenti a livello macro visto dal basso sembri una de-industrializzazione. (parzialmente citazione da Goofynomics)
Dimostrare la correlazione in termini quantitativi, settore per settore con gli scambi intersettoriali interni è lavoro troppo impegnativo , data l'età potrei non terminare l'opera.
Ma per aiutare qualcuno che voglia cimentarsi nella ricerca quantitativa descrivo qualche ricordo .
Negli anni 75-85 avvennero delle de-industrializzazioni pesanti con tagli occupazionali importanti (es.: Fiat, Ducati , Mondadori , Cotorossi , Paoletti... potrei continuare ).
La prima idea che sorge è pensare agli "anni di piombo" , che forse furono la conseguenza, ma secondo me vi è altro : la tecnologia , vediamo alcune date non immediatamente note ai più.
- 1970: DEC immette sul mercato il PDP-11 (16 bit a microprocessore, 300.000 prodotti fino al 1990 ) - 1970: Data Genral immette sul mercato il Nova 3/4/4x (16 bit a microprocessore, 100.000 prodotti ) - 1984: Macintosh (e fine della grafica come era prima) - Ibm con il 36 e con la Serie 1 arriva buona ultima 10 anni dopo DEC .
Sia DEC che DG ebbero come primo utilizzo l'automazione industriale .
Man mano che le nuove macchine (CNC, fotocomposizione ) entravano sul mercato interi settori o rinnovavano la struttura o chiudevano .
Contemporaneamente però interi settori della tecnologia italiana prendevano il volo: si pensi all'Olivetti dalla Programma 101 in poi fino all'M24 (1983): l'Olivetti di allora aveva circa 70.000 dipendenti ed era un colosso mondiale .
E' come se tutti quelli usciti da Fiat , Ducati , Mondadori fossero stati assunti in Olivetti con indotto , dalle manifatture di Calzedonia , dai calzaturifici con le nuove macchine di Tod's , ecc ecc
In pratica la caduta con il ciclo medio del ritorno dell'investimento industriale (7-8 anni) aveva assorbito la caduta degli ultimi anni 70 dovuta al rinnovamento tecnologico .
Ovviamente a livello macro non si vede in quanto il saldo degli investimenti rimane costante.
Nel 2008 non vi fu ricambio fra settori industriali .
I nuovi settori che si aprirono negli anni 2000 , come sempre si aprirono in USA , ma non videro iniziative italiane :
- 2002: SpaceX Falcon 1 Volo 4 — 28 settembre 2008 (c'era qualcuno di qualche ministero a guardare ?) - 2007: Iphone (stessa domanda )
Negli anni 70 non perdemmo il treno , dopo il 2008 perdemmo il treno .
C'era un treno da prendere ? Per me si .
Perché non fu preso ?
Mia risposta , non documentata dai dati e pertanto ne accetto una migliore:
regole e burocrazia che rendevano impossibile prezzare l'investimento ed assenza dello stato come finanza .
Un antefatto di cui ormai non trovo documentazione: Eugenio Cefis vendette quella che poi si chiamò Dynamit Nobel perché (testuale) "Non vi è futuro nei wafer di silicio" .
-- DE INDUSTRIALIZZAZIONE POLITICAMENTE CORRETTA --
Il caso di Parmalat , Fiat, Ducati e molti altri.
Viene a scomparire l'indotto e l'occupazione collegata .
Si noti che al curatore fallimentare di Parmalat fu impedito di rilanciare l'azienda che era sana e profittevole .
Fiat invece se ne è andata per decisione degli azionisti senza nessun tentativo della politica di bloccare la cosa .
Lo stesso dicasi per Ducati che oggi è di Audi .
Come gli esempi indicati molti altri .
Si distingue solo il caso dei Gelati Sanson che (stando a dicerie dell'epoca ) fu perso a poker .
Uno stato sovrano e con le palle per il quarto gruppo mondiale dell'auto i soldi avrebbe dovuto trovarli, o meglio: modificare le regole fiscali per renderle compatibili col mantenere le produzioni in Italia .
-- DE INDUSTRIALIZZAZIONE DI SUCCESSO --
E' il caso di aziende come Calzedonia (Veronesi) , Tod's (Della Valle) , Carrera (Tacchella) : un tempo tutta la produzione era in Italia oggi in Italia vi è solo la progettazione . Tod's produce in Cina (Suzhou (Jiangsu) e Vietnam (Ho Chi Minh City ) ) , Calzedonia dichiara: "Si occupano del processo di ideazione le sedi italiane di Verona, Avio e Castiglione delle Stiviere. La produzione è affidata alle fabbriche del Gruppo in Italia, Croazia, Bulgaria, Serbia, Sri Lanka, Bosnia ed Etiopia" .
Carrera: "La produzione dei jeans e dei pantaloni è effettuata in due fabbriche dell'Asia centrale, in Tagikistan, dove si raccoglie anche la materia prima, il cotone. Tremila i dipendenti." da qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Carrera_Jeans
In italia rimangono "centinaia" di dipendenti , all'estero "migliaia": scompaiono i dipendenti ed i salari relativi .
Qui l'azione è stata degli imprenditori che hanno spostato gli investimenti dove conveniva .
-- DE INDUSTRIALIZZAZIONE CON DISASTRO --
Per queste aziende che furono per alcuni momenti il top mondiale della qualità nel loro settore neanche wikipedia.
ITA Industria Tubi Acciaio, Torino , strada del Dosso 132 (nessuna informazione trovata) , me lo ricordo io perché mio padre ne fu un direttore di zona .
La causa fu attribuita ai proprietari che non seppero "rinnovarsi", in parte convengo con questa analisi in parte no (soprattutto nel caso Paoletti vi fu un contributo determinato dalla variazione delle normative sulla vendita porta a porta ), cioè hai una azienda leader nel mondo nei filati e la uccidi perché vieti la vendita a rate alle massaie ?
-- DE INDUSTRIALIZZAZIONE CON AGONIA E DISASTRO --
Salvarani, la storia la trovate qui: https://it.wikipedia.org/wiki/Salvarani_(azienda)
Le cose come raccontate non sono esattissime, i Salvarani tentarono in ogni modo di sabotare la gestione dei manager da loro stessi nominati in quanto avevano formalmente la maggioranza delle quote .
Tuttavia tutto nasce da qui: "A fine 1977 i fratelli Salvarani si rivolgono all'Unione Parmense degli Industriali affinché intervengano nella mediazione con le forze sindacali di fabbrica per la risoluzione di problemi legati alla produttività."
Dopodiché interviene la politica locale e nazionale creando un papocchio gestionale.
-- DE INDUSTRIALIZZAZIONE SENZA DISASTRO PERCHE' CI PENSO' BERLUSCONI --
Questa è la storia della Mondadori .
Arnoldo Mondadori morì nel 1971. Negli anni 70 la Mondadori di Verona arrivò ad avere 6500 dipendenti .
La crisi occupazionale della Mondadori si verificò negli anni 75 - 85 con una serie di interventi in diminuzione e dismissioni di personale .
Nella crisi del 78 o 79 i sindacati e l'azienda furono sempre in conflitto ma d'accordo di trattare all'oscuro di tutti , compreso il governo tanto che il ministro (Tina Anselmi) telefonò alla direzione tentando delle proposte di mediazione e le fu risposto di non interferire (eufemismo), il prefetto in cerca di notorietà propose l'intervento della celere per opporsi agli operai , gli fu chiesto dall'azienda di non occuparsi della cosa .
In realtà CGIL-CISL-UIL avevano concordato sia i giorni di sciopero sia le attività di "prova muscolare" mentre trattavano.
Torniamo a Rete4. Andate a vedere qui i nomi che lavoravano in Rete4 : https://it.wikipedia.org/wiki/Rete_4#Gestione_Mondadori_(1982-1984)
Arriviamo al 1984: "Nonostante le buone premesse e l'ingaggio di personaggi popolari, in pochi mesi la rete è oberata di debiti."
Di fatto se Berlusconi non avesse accettato di comprare Retequattro la Mondadori sarebbe fallita a causa delle perdite di Retequattro (a ricordo erano 11 miliardi di lire di allora che si sarebbero travasati dal bilancio di Rete4 a quello della Mondadori) .
L'errore della proprietà fu semplice: pensavano che Berlusconi guadagnasse dalle TV , invece guadagnava con la pubblicità .
Se guardate chi era il contrattista della pubblicità delle TV in interconnessione del periodo trovate la risposta .
-- MA CI FU INDUSTRIALIZZAZIONE ? --
Assolutamente si: basti pensare alla Olivetti ed al M24 e a tutti i cloni che nacquero nel periodo .
-- CONCLUSIONE --
Se guardate le date di tutte queste crisi e nascite vedete che sono nella fascia di anni 75-85 .
Man mano che le nuove macchine (CNC, fotocomposizione ) entravano sul mercato interi settori o rinnovavano la struttura o chiudevano ma chi "vedeva" nella propria azienda aveva la possibilità di fare i conti .
E qui nel 2008 nacque il problema per gli imprenditori : gli investimenti erano fuori rapporto non con la quantità del rischio ma con la qualità del rischio : ci si poteva fidare della politica ?