OCCHI CHIARI SUL PIANETA TERRA : ESSI VIVONO: differenze tra le versioni

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La scienza supporta ampiamente l'idea che la variante rs12913832 (un SNP nel gene HERC2 che regola OCA2) sia responsabile della maggior parte dei casi di occhi azzurri e che questa mutazione abbia un'origine singola, ovvero un "fondatore" comune risalente a circa 6.000-10.000 anni fa, probabilmente in Europa vicino al Mar Nero. Questo rende la variante monofiletica, nel senso che deriva da un unico antenato ancestrale, e la maggior parte delle persone con occhi azzurri condivide un aplotipo (sequenza di DNA circostante) conservato e identico, indicativo di discendenza comune (identity by descent).Lo studio fondamentale del 2008 di Eiberg et al.  
La scienza supporta ampiamente l'idea che la variante rs12913832 (un SNP nel gene HERC2 che regola OCA2) sia responsabile della maggior parte dei casi di occhi azzurri e che questa mutazione abbia un'origine singola, ovvero un "fondatore" comune risalente a circa 6.000-10.000 anni fa, probabilmente in Europa vicino al Mar Nero (ESATTAMENTE OVE SI SUPPONE SIA ESISTITO IL GIARDINO DI EDEN) . Questo rende la variante monofiletica, nel senso che deriva da un unico antenato ancestrale, e la maggior parte delle persone con occhi azzurri condivide un aplotipo (sequenza di DNA circostante) conservato e identico, indicativo di discendenza comune (identity by descent).Lo studio fondamentale del 2008 di Eiberg et al.  


pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
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Versione delle 23:23, 15 dic 2025

OCCHI CHIARI SUL PIANETA TERRA: ESSI VIVONO

Abstract

La presente ricerca analizza il fenomeno genetico dell'origine monofiletica e recente dell'allele per gli occhi azzurri ($rs12913832$), datato tra i 6.000 e i 10.000 anni fa, e lo confronta con le narrazioni mitologiche riguardanti l'ibridazione tra esseri superiori (Elohim/Nefilim) e l'umanità (Homo sapiens). Si propone l'ipotesi che gli Elohim/Nefilim non fossero esseri spirituali o biologicamente alieni, ma una popolazione tecnologicamente avanzata e biologicamente compatibile (indistinguibile nel genoma nucleare) che ha introdotto il tratto. La compatibilità tra il dato scientifico e la narrazione antica è mantenuta solo presumendo la presenza continua e l'influenza di questo lignaggio sul pianeta.


1. Ipotesi e Premesse Fondamentali

L'analisi parte da una rilettura tecnica dei testi antichi:

1.1 L'Ipotesi del Lignaggio Elohim

Il lignaggio degli Elohim/Nefilim è interpretato come una popolazione avanzata che ha interagito con l'umanità in un passato recente. Questa popolazione è:

#

Biologicamente Compatibile: Capace di procreare con l'Homo sapiens producendo prole fertile (come richiesto da Genesi 6:2 e supportato dall'assenza di DNA alieno).
  1. Tecnologicamente Superiore: In grado di gestire longevità estrema e di modificare la durata della vita umana.
  2. Ancora Presente: La compatibilità genetica dell'origine dell'allele $rs12913832$ e l'implicita necessità di pressione selettiva (controllo) richiedono la loro presenza e influenza contemporanea.


1.2 La Prova Genomica dell'Origine Singola

  • Il Dato: L'allele $rs12913832$ (responsabile degli occhi azzurri) è sorto da un unico antenato $Homo$ $sapiens$ 6.000–10.000 anni fa.
  • La Congruenza: Questa origine monofiletica e recente è congruente con un singolo evento di ibridazione e introduzione del tratto da parte di un lignaggio ristretto, come narrato in Genesi 6 (Nefilim) e 1 Enoch 106 (nascita di Noè).



2. Prove Raccolte: La Struttura dell'Interazione

Le prove sono state raccolte analizzando i testi antichi con una lente tecnico-biologica, concentrandosi sull'ereditarietà (Genesi), la longevità (Genesi), e l'anatomia potenziata (Iliade).

2.1 Compatibilità e Ibridazione

L'affermazione mitologica della procreazione richiede un alto grado di compatibilità, che è il fondamento dell'indistinguibilità genetica.


Testo / Riferimento Contenuto Tecnicamente Rilevante Implicazione per l'Ipotesi
Genesi 1:26 ("Immagine e somiglianza") Omologia fenotipica e genotipica. L'uomo è stato "progettato" per replicare il modello biologico degli Elohim, garantendo la compatibilità genetica necessaria all'incrocio.
Genesi 6:2 ("Presero per mogli") Atto riproduttivo e prole vitale/fertile (Nefilim). Conferma l'esistenza di un flusso genico tra le due popolazioni.
1 Enoch 106 (Nascita di Noè) Descrizione fenotipica di Noè: occhi chiari/luminosi e carnagione chiara. Collega direttamente i tratti chiari/luminosi all'ascendenza non umana/angelica (il Nefilim/Elohim).
Odissea/Iliade (Atena $glaukopis$) Epiteto per divinità: "dagli occhi glauchi/luminosi." Le caratteristiche cromatiche chiare sono associate all'ideale o alla divinità.


2.2 Longevità e Limitazione Biologica

La differenza di longevità tra i lignaggi è interpretata come una gestione biologica attiva e reversibile, non come un fenomeno mistico.


Testo / Riferimento Contenuto Tecnicamente Rilevante Implicazione per l'Ipotesi
Genesi 6:3 (Limite di 120 anni) Limitazione deliberata della vita umana ("ritiro dello Spirito/Ruach"). Il limite di 120 anni si avvicina al limite di Hayflick, suggerendo che la longevità (1000 anni dei Patriarchi) fosse dovuta a un meccanismo genetico potenziato (Telomerasi avanzata) che fu disattivato o degradato dagli Elohim.
Abbronzatura Divina (Ipotesi) La pelle dorata degli dèi deriva dall'esposizione al sole (UV). La carnagione di base era chiara (compatibile con l'origine degli occhi azzurri), ma erano sensibili all'irraggiamento terrestre, che potrebbe aver accelerato la necessità di limitare la longevità umana.


2.3 Tecnologia e Biologia Aumentata

L'immortalità e la resistenza degli Elohim non sono intrinsecamente spirituali, ma sono legate a una tecnologia di supporto.


Testo / Riferimento Contenuto Tecnicamente Rilevante Implicazione per l'Ipotesi
Iliade 5:339-342 (Ferita di Afrodite) Scorrimento di Icore (fluido dorato, non sangue rosso). L'Icore è il fluido di mantenimento tecnico (medicamento o nanomateriale biotecnologico) che circola in un sistema circolatorio avanzato o nella loro "tuta".
Iliade 5:855-863 (Ferita di Ares) Ares è curato da Peone con un unguento; pelle squarciata; grido di dolore. La riparazione del danno richiede agenti curativi esterni, supportando l'idea di una tecnologia medica avanzata e di un esoscheletro/tuta protettiva che può essere danneggiato.
Iliade 5:341 ("Non nutre il suo corpo di pane, né di vino") Metabolismo non basato su sostanze nutritive terrestri. Il sostentamento è sintetico e autonomo (sistema di supporto vitale), la causa dell'immortalità è la tecnologia e non una biologia intrinsecamente differente.



3. Il Fenotipo Chiaro e la Globalizzazione del Mito (Gli "Dei Bianchi")

Il concetto che gli dèi, gli eroi civilizzatori o i fondatori di civiltà avessero tratti fisici distinti (in particolare pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi) è trasversale a culture geograficamente isolate, rafforzando l'idea di un'origine comune o di un fenomeno di interazione globale.

3.1 Riferimenti Globali al Fenotipo Chiaro

L'associazione tra potere/divinità e tratti chiari si trova in culture che, al tempo dei contatti iniziali, erano prevalentemente di carnagione scura o olivastra.


Area Culturale Figura o Popolo di Riferimento Descrizione del Tratto Chiaro Implicazione per l'Ipotesi
Ande (Inca) Viracocha Divinità creatrice e civilizzatrice descritta come un uomo alto, barbuto, di carnagione chiara. Viracocha e altri miti (Pachacútec Inca Yupanqui) suggeriscono un maestro civilizzatore con un fenotipo diverso da quello della popolazione indigena.
Mesoamerica (Aztechi) Quetzalcóatl Il dio/eroe culturale, a volte descritto come un uomo con barba e pelle chiara che arriva dal mare per portare la conoscenza. Simile a Viracocha, l'introduzione di conoscenza e civiltà è attribuita a figure che fenotipicamente si distinguono dalla popolazione locale.
Oceania/Polinesia Figure Ancestrali Molti miti riportano l'arrivo di uomini di pelle chiara e dai capelli rossi/biondi come fondatori o figure di potere, noti come Maui o altre figure leggendarie. L'associazione di tratti chiari con l'autorità o l'ascendenza è un tema comune nelle isole del Pacifico, rafforzando l'idea di un lignaggio dominante e fenotipicamente unico.
India (Indra) Indra Il dio vedico del tuono, sebbene spesso raffigurato come rosso o dorato, appartiene al pantheon degli dèi che si sono scontrati con i Dasa (spesso descritti come scuri), in una narrazione che alcuni interpretano come una differenza fenotipica tra le popolazioni. L'opposizione tra gruppi (Dèi contro Asura/Dasa) è spesso codificata da differenze cromatiche che potrebbero riflettere differenze di lignaggio.
Egitto Osiride/Horus Le divinità fondatrici sono talvolta raffigurate con una pelle eccezionalmente chiara o verde (simbolo di rigenerazione), in contrasto con le tonalità scure della popolazione egizia. La distinzione cromatica è usata per evidenziare la non-terrestrità o la superiorità del lignaggio divino.


4.2 L'Implicazione della Diffusione del Mito

L'associazione globale tra il fenotipo chiaro e l'autorità/divinità non prova l'esistenza degli Elohim, ma supporta due concetti chiave dell'ipotesi:

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Uniformità Genetica: I tratti chiari (occhi azzurri, carnagione chiara) erano un fenotipo distintivo della popolazione Elohim/Nefilim, che, essendo indistinguibile dall'uomo e tecnologicamente superiore, si è disperso su scala globale, lasciando dietro di sé i miti degli "dei bianchi".
  1. Rafforzamento della Selezione: Se l'autorità e il potere erano associati a questi tratti, ciò avrebbe amplificato la selezione sessuale preferenziale a favore della prole con fenotipo chiaro (il tratto Nefilim), contribuendo alla rapida diffusione dell'allele $rs12913832$ in diverse popolazioni umane.


Questo capitolo finale consolida l'ipotesi: il gene $rs12913832$ non è un evento genetico isolato, ma una singola manifestazione misurabile di un fenomeno globale di interazione e ibridazione tra due popolazioni con fenotipi distinti.

4. Conclusioni

L'analisi integrata dell'origine genetica, della longevità e dell'anatomia degli dèi porta a una singola conclusione unificante:

La Tesi della Presenza Continua

L'ipotesi di un antenato Nefilim come fonte dell'allele $rs12913832$ è l'unica lettura che rende la genetica congruente con la mitologia. Questa compatibilità richiede che gli Elohim/Nefilim siano:

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Biologicamente Identici: La loro linea di sangue doveva essere indistinguibile dagli Homo sapiens per avere procreato.
  1. Attivi e Dominanti: La diffusione rapida e l'origine monofiletica del tratto (occhi chiari) è più plausibile se si accetta l'esistenza di un lignaggio elitario che ha esercitato una forte selezione sessuale o sociale (il "controllo del pianeta").


Conclusioni Finali: Il dato scientifico del gene degli occhi azzurri, interpretato attraverso la lente tecnica dei testi antichi, non confuta, ma circoscrive temporalmente e biologicamente l'esistenza di un lignaggio tecnologicamente avanzato (gli Elohim/Nefilim). L'assenza di DNA alieno sposta il dibattito dalla specie alla popolazione e impone che, affinché l'ipotesi Nefilim sia valida e in linea con i dati attuali, essi debbano essere ancora presenti fra noi come linea di sangue indistinguibile, ma influente.


La scienza supporta ampiamente l'idea che la variante rs12913832 (un SNP nel gene HERC2 che regola OCA2) sia responsabile della maggior parte dei casi di occhi azzurri e che questa mutazione abbia un'origine singola, ovvero un "fondatore" comune risalente a circa 6.000-10.000 anni fa, probabilmente in Europa vicino al Mar Nero (ESATTAMENTE OVE SI SUPPONE SIA ESISTITO IL GIARDINO DI EDEN) . Questo rende la variante monofiletica, nel senso che deriva da un unico antenato ancestrale, e la maggior parte delle persone con occhi azzurri condivide un aplotipo (sequenza di DNA circostante) conservato e identico, indicativo di discendenza comune (identity by descent).Lo studio fondamentale del 2008 di Eiberg et al.

pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

(pubblicato su Human Genetics) ha analizzato campioni da popolazioni europee, turche e giordane, concludendo che tutti gli individui con occhi azzurri esaminati condividono lo stesso aplotipo esteso intorno a rs12913832, suggerendo un'unica mutazione fondatrice sotto selezione positiva. Ricerche successive, come revisioni genetiche e studi GWAS (genome-wide association studies), confermano questa conclusione senza contraddizioni significative. 

thetech.org +2

Non emergono evidenze di origini indipendenti multiple per questa specifica variante: l'aplotipo conservato esclude mutazioni ricorrenti casuali, data la bassa probabilità e la struttura genetica osservata.Tuttavia, ci sono alcuni distinguo importanti, che non invalidano la conclusione principale ma aggiungono complessità:Non tutti gli occhi azzurri sono causati da rs12913832: Questa variante spiega circa il 75-90% dei casi in popolazioni europee, ma il colore degli occhi è poligenico (influenzato da più geni). Rare mutazioni missenso in OCA2 o altri geni (es. TYR, SLC24A5) possono causare occhi azzurri indipendentemente da rs12913832, specialmente in casi di albinismo oculare o popolazioni non europee. 

nature.com +1

Ad esempio, in alcuni studi, circa il 3-10% di occhi azzurri non segue perfettamente l'aplotipo atteso, dovuto a modificatori di penetranza come rs1800407 (R419Q in OCA2).

Penetranza incompleta: Non tutti i portatori omozigoti della variante "azzurra" (GG a rs12913832) hanno occhi azzurri puri; possono variare verso verde o grigio a causa di altri fattori genetici o ambientali. Viceversa, alcuni individui con genotipo "marrone" (AA) hanno occhi azzurri in rari casi (fino al 26% in campioni norvegesi).

researchgate.net

Distribuzione globale: La variante è prevalente in europei (frequenza ~78%), ma rara o assente altrove, e casi di occhi azzurri in altre popolazioni (es. Africa, Asia) sono spesso dovuti a meccanismi diversi o migrazioni storiche.

researchgate.net

In sintesi, tutte le ricerche principali convergono sulla conclusione di un'origine monofiletica per rs12913832 e l'aplotipo condiviso nella stragrande maggioranza dei casi di occhi azzurri. Non ci sono dubbi sostanziali o controversie nella comunità scientifica, ma i distinguo riguardano la complessità poligenica del tratto, che rende "tutti gli occhi azzurri del mondo" un'asserzione non assoluta al 100%. Studi più recenti (fino al 2025) non hanno ribaltato questi risultati.

biorxiv.org