OCCHI CHIARI SUL PIANETA TERRA : ESSI VIVONO: differenze tra le versioni

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| style="color:#1f1f1f;" | Epiteto per divinità: "dagli occhi glauchi/luminosi."
| style="color:#1f1f1f;" | Epiteto per divinità: "dagli occhi glauchi/luminosi."
| style="color:#1f1f1f;" | Le '''caratteristiche cromatiche chiare''' sono associate all'ideale o alla divinità.
| style="color:#1f1f1f;" | Le '''caratteristiche cromatiche chiare''' sono associate all'ideale o alla divinità.
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== Origine genetica degli occhi azzurri ==
Le ricerche genetiche attuali indicano un'origine relativamente recente per gli occhi azzurri, dovuta a una singola mutazione genetica in un individuo.
Mutazione e Periodo: Si stima che questa mutazione nel gene OCA2 (o in un gene adiacente come HERC2, che regola l'espressione di OCA2) sia avvenuta in una singola persona circa 6.000-10.000 anni fa. Prima di questo evento, la popolazione umana aveva prevalentemente occhi marroni.
Meccanismo: Questa mutazione riduce la produzione di melanina nell'iride, il che porta all'effetto ottico che percepiamo come "azzurro". Tutti gli individui con gli occhi azzurri condividono, in sostanza, lo stesso antenato con questa mutazione.
Coincidenza Temporale: La fascia temporale più accettata per l'origine della mutazione genetica (6.000-10.000 anni fa) si sovrappone o è vicina al periodo in cui, secondo la cronologia biblica, sarebbero ambientati gli eventi del diluvio e l'esistenza di Noè.
== Documenti antichi ==
Genesi 6: Parla dei "figli di Dio" (Benei Ha-Elohim), che sposarono le "figlie degli uomini," e dalla loro unione nacquero i Nefilim (spesso tradotti come "giganti").
Libro di Enoch (in particolare 1 Enoch 106): Questo testo apocrifo descrive la nascita di Noè. Suo padre, Lamec, si spaventò per l'aspetto del figlio, che aveva un aspetto "non da uomo, ma simile ai figli degli angeli del cielo" con "occhi di luce" e capelli bianchi. Questo è spesso interpretato come un segno della presunta ascendenza non umana (Elohim/angeli) di Noè, distinta da quella degli uomini comuni, e i tratti chiari sono visti come una manifestazione fisica di questa "diversità".
== La correlazione ==
Nonostante la sorprendente coincidenza temporale tra l'apparizione genetica degli occhi azzurri (6.000-10.000 anni fa) e la collocazione narrativa dei testi che descrivono caratteristiche fisiche "celestiali" o "non umane" (come gli occhi chiari di Noè), non esistono ricerche scientifiche che stabiliscano una correlazione causale tra la mutazione genetica degli occhi azzurri e i miti di Nefilim o Elohim.


La scienza si basa su prove genetiche e archeologiche, mentre i racconti della Genesi e di Enoch sono interpretati nel contesto della teologia e della mitologia.


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=== 2.2 Longevità e Limitazione Biologica ===
=== 2.2 Longevità e Limitazione Biologica ===


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== 3. Il Fenotipo Chiaro e la Globalizzazione del Mito (Gli "Dei Bianchi") ==
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">Il concetto che gli dèi, gli eroi civilizzatori o i fondatori di civiltà avessero tratti fisici distinti (in particolare pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi) è trasversale a culture geograficamente isolate, rafforzando l'idea di un'origine comune o di un fenomeno di interazione globale.</div>
È corretto dire che gli occhi verdi siano uno dei colori più rari al mondo (solo circa il 2% della popolazione) e che abbiano una notevole concentrazione in alcune regioni dell'Europa settentrionale e orientale, comprese le aree russe e i paesi vicini. È vero anche che, in alcune popolazioni come quella islandese, gli occhi chiari (azzurri e verdi) sono **più comuni nelle donne** che negli uomini.
Tuttavia, gli occhi verdi non sono il risultato di una singola, semplice mutazione, ma di una **combinazione di varianti genetiche** che creano un livello intermedio di pigmentazione.
== La Genetica degli Occhi Verdi ==
Mentre gli occhi azzurri sono quasi sempre legati alla mutazione rs12913832 nel gene *HERC2* (che riduce drasticamente la melanina), gli occhi verdi sono il risultato di un equilibrio più complesso:
* **Bassa ma non bassissima Melanina:** Il colore verde si verifica quando l'iride contiene una **bassa ma moderata** quantità di melanina (meno degli occhi marroni, ma generalmente più degli occhi azzurri).
* **Effetto Ottico:** Questa quantità moderata di melanina, in combinazione con il pigmento giallastro chiamato **lipocromo** e il modo in cui la luce si disperde nell'iride (l'effetto Rayleigh, che fa apparire blu), produce una miscela ottica che l'occhio percepisce come verde.
* **Geni Coinvolti:** I principali geni coinvolti sono gli stessi che influenzano tutti i colori degli occhi, in particolare:
1. ***OCA2* e *HERC2* (Cromosoma 15):** Come per il blu, sono coinvolte varianti che non inattivano *OCA2* in modo così completo.
2. ***EYCL1* (Cromosoma 19):** Chiamato anche gene "giallo/verde", si ritiene che questo locus genico abbia un ruolo significativo nel differenziare il verde dal blu.
In sostanza, non è stata trovata una singola "mutazione verde" unica come quella rs12913832 per il blu. È piuttosto una **combinazione specifica di alleli** (varianti genetiche) in diversi geni che, agendo insieme, determina quel livello intermedio di pigmentazione che dà il colore verde.
== Concentrazione in Russia e Donne ==
**Concentrazione Geografica:** La forte presenza di occhi verdi in Europa settentrionale, centrale e orientale (compresa la Russia) è un esempio di **selezione naturale o deriva genetica** in popolazioni che hanno migrato e si sono isolate. Questo colore è particolarmente comune in paesi come l'Islanda e l'Ungheria.
* **Donne e Uomini:** La tendenza per gli occhi chiari ad essere più prevalenti nelle donne rispetto agli uomini in alcune popolazioni europee è un fenomeno noto, ma il motivo evolutivo non è completamente chiaro.
Alcuni scienziati ipotizzano che possa essere legato a una forma di **selezione sessuale**, dove i tratti rari o sessualmente dimorfici (diversi tra i due sessi) possono essere considerati più attraenti nella scelta del partner.
In conclusione, il colore verde è il risultato di una **calibrazione genetica** dei principali geni della pigmentazione, piuttosto che di una mutazione singola e onnicomprensiva come quella degli occhi azzurri.
Riassumendo
== Testi Ebraico-Cristiani (Genesi ed Enoch) ==
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">Questi testi offrono i riferimenti più diretti all'ibridazione e ai tratti fisici distintivi:</div>
{| style="border-spacing:0;width:17cm;"
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
!| <span style="color:#1f1f1f;">Testo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Nota a Supporto dell'Ipotesi</span>
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Genesi 6:2-4'''
| style="color:#1f1f1f;" | "I figli del vero Dio [Benei Ha-Elohim] notarono che quelle donne erano molto belle; e si presero per mogli tutte quelle che scelsero." L'incrocio genera i ''Nefilim'' ("giganti," o "quelli che fanno cadere").
| style="color:#1f1f1f;" | Conferma il concetto di unione tra esseri non umani (''Elohim'') e umani, generando una prole ibrida (''Nefilim'').
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Libro di Enoch (1 Enoch 106)'''
| style="color:#1f1f1f;" | Lamec descrive la nascita di suo figlio Noè: "il bambino aveva il corpo più bianco della neve e più rosso della rosa... e i capelli della sua testa più bianchi della lana... e i suoi occhi erano come raggi di sole."
| style="color:#1f1f1f;" | '''Forte Correlazione:''' Il testo lega esplicitamente i '''tratti chiari''' (pelle e occhi luminosi) all'ascendenza non umana/angelica (gli Elohim/Vigilanti), differenziando fisicamente Noè dal resto dell'umanità.
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Descrizione dei Nefilim'''
| style="color:#1f1f1f;" | Spesso descritti come '''giganti''' (Genesi 6:4, Numeri 13:33) o '''esadattili''' (con sei dita, secondo alcune interpretazioni).
| style="color:#1f1f1f;" | Sebbene il gigantismo non implichi il colore degli occhi, l'essere ''fisicamente diversi'' (più alti, più forti) supporta l'idea che l'incrocio abbia introdotto tratti fenotipici unici e visibili.
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|}
== Epica Greca (Iliade e Odissea) ==
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">Nei poemi omerici, la vicinanza tra dèi e umani è costante, e le descrizioni fisiche degli dèi olimpici spesso includono tratti chiari:</div>
{| style="border-spacing:0;width:17cm;"
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
!| <span style="color:#1f1f1f;">Testo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Nota a Supporto dell'Ipotesi</span>
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Odissea / Iliade (Atena)'''
| style="color:#1f1f1f;" | La dea Atena è costantemente chiamata '''"glaukopis"''' (γλαυκῶπις), letteralmente '''"dagli occhi glauchi"''' o "dagli occhi luminosi." Il ''glaukós'' era spesso tradotto come un colore tra il grigio-azzurro e il verde, o comunque un colore chiaro e lucente, in contrasto con gli occhi scuri comuni nel Mediterraneo.
| style="color:#1f1f1f;" | Il tratto degli '''occhi chiari/luminosi''' è un epiteto distintivo di una divinità di primo piano, suggerendo che fosse un tratto associato alla perfezione divina.
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Odissea / Iliade'''
| style="color:#1f1f1f;" | Molti eroi sono figli di un dio e di un mortale (es. Achille, figlio della dea Teti).
| style="color:#1f1f1f;" | Conferma l'esistenza di '''ibridi fertili''' (''Semidei'') i cui lignaggi mantengono un legame con la sfera divina, legittimando il concetto di incrocio.
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Descrizioni Generiche'''
| style="color:#1f1f1f;" | Le divinità olimpiche sono descritte con caratteristiche fisiche umane (litigano, si feriscono) ma con una pelle luminosa (Icore, sangue divino) e una bellezza perfetta, implicando un fenotipo ''ideale'' che spesso, nella cultura mediterranea, includeva una carnagione chiara (a differenza degli umani che lavorano al sole).
| style="color:#1f1f1f;" | Sostenendo la sua tesi, le divinità sono una "razza" simile all'uomo ma "migliore" o "più luminosa" fisicamente.
|-
|}
== Epica Indiana (Mahābhārata) ==
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">Il ''Mahābhārata'' è un'epopea ricca di incroci, sebbene le descrizioni del colore degli occhi siano meno dirette:</div>
{| style="border-spacing:0;width:17cm;"
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
!| <span style="color:#1f1f1f;">Testo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Nota a Supporto dell'Ipotesi</span>
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Mahābhārata (Ibridi)'''
| style="color:#1f1f1f;" | I cinque fratelli '''Pāṇḍava''' sono figli di re Pāṇḍu, ma furono concepiti da '''Dharma (Giustizia), Vāyu (Vento), Indra (Tuono) e gli Ashvin (gemelli medici).'''
| style="color:#1f1f1f;" | Il testo è pieno di eroi che sono il risultato di '''unioni dirette tra dèi e mortali'''. Questa è una conferma culturale universale dell'idea di ibridazione divina.
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Riferimenti Indiretti'''
| style="color:#1f1f1f;" | Le divinità Vediche e Indù (come Agni o Indra) sono spesso descritte con epiteti che riguardano la luce, il fuoco e il cielo, anche se la letteratura indiana tende a concentrarsi sul colore della pelle legato al potere (spesso blu per Vishnu/Krishna, rosso per Agni).
| style="color:#1f1f1f;" | La "luminosità" o "luce" associata al divino, come negli occhi di Noè, è un tema ricorrente, suggerendo una differenza fenotipica legata all'energia piuttosto che alla pigmentazione.
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|}
== Epica Mesopotamica (Epopea di Gilgamesh e Enuma Elish) ==
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">Questi testi offrono l'esempio più antico di ibridazione, ma sono molto meno specifici sui tratti fisici come il colore degli occhi:</div>
{| style="border-spacing:0;width:17cm;"
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
!| <span style="color:#1f1f1f;">Testo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo</span>
!| <span style="color:#1f1f1f;">Nota a Supporto dell'Ipotesi</span>
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Epopea di Gilgamesh'''
| style="color:#1f1f1f;" | L'eroe Gilgamesh è descritto come '''"due terzi divino e un terzo umano"''' (Tavoletta I, linea 4).
| style="color:#1f1f1f;" | Esempio fondamentale di un '''ibrido di alta statura''' (''Sha nagba imuru'', "Colui che vide ogni cosa") che è il risultato dell'unione di una dea e di un mortale. Gilgamesh è il perfetto Nefilim: un essere potentissimo e parzialmente divino.
|- style="border:0.05pt solid #000000;padding-top:0.212cm;padding-bottom:0.212cm;padding-left:0.318cm;padding-right:0.318cm;"
| style="color:#1f1f1f;" | '''Enuma Elish'''
| style="color:#1f1f1f;" | Questo poema cosmogonico narra la creazione del mondo e degli dèi, ma menziona anche l'esistenza degli '''Apkallu''' (i Sette Saggi), esseri metà uomo e metà pesce (uomini-pesce) inviati dagli dèi per portare la civiltà agli uomini.
| style="color:#1f1f1f;" | L'Apkallu (come Oannes) è un altro modello di '''ibrido/intermediario''' inviato dagli dèi, anche se la loro descrizione fenotipica è molto più "aliena" (a metà pesce) rispetto alla sua ipotesi.
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=== Conclusione ===
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">L’ ipotesi, che vede gli occhi azzurri come un tratto di un lignaggio Nefilim/Elohim non-soprannaturale, trova un forte supporto narrativo:</div>* <div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">'''I Fenotipi Luminosi/Chiari:''' I testi greci (Atena ''glaukopis'') ed Ebraici (Noè "occhi come raggi di sole") collegano esplicitamente gli '''occhi chiari e luminosi''' alla sfera divina o quasi-divina.</div>
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;"></div>* <div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">'''L'Ibridazione:''' La tradizione di incroci tra dèi e umani (''Nefilim'', ''Semidei'', ''Gilgamesh'', ''Pāṇḍava'') è un tema '''universale''' e centrale nella mitologia.</div>
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">La documentazione, se letta come un resoconto storico di interazione tra "razze" distinte, è coerente con l'idea che un tratto fenotipico distintivo (occhi azzurri, gigantismo, forza) sia stato introdotto da un lignaggio di "esseri superiori" in un periodo post-arcaico.</div>






== 3. Il Fenotipo Chiaro e la Globalizzazione del Mito (Gli "Dei Bianchi") ==


<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">Il concetto che gli dèi, gli eroi civilizzatori o i fondatori di civiltà avessero tratti fisici distinti (in particolare pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi) è trasversale a culture geograficamente isolate, rafforzando l'idea di un'origine comune o di un fenomeno di interazione globale.</div>


=== 3.1 Riferimenti Globali al Fenotipo Chiaro ===
=== 3.1 Riferimenti Globali al Fenotipo Chiaro ===
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=== 4.2 L'Implicazione della Diffusione del Mito ===
== L'Implicazione della Diffusione del Mito ==


<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">L'associazione globale tra il fenotipo chiaro e l'autorità/divinità non prova l'esistenza degli Elohim, ma supporta due concetti chiave dell'ipotesi:</div># <div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">'''Uniformità Genetica:''' I tratti chiari (occhi azzurri, carnagione chiara) erano un '''fenotipo distintivo''' della popolazione Elohim/Nefilim, che, essendo ''indistinguibile'' dall'uomo e ''tecnologicamente superiore'', si è disperso su scala globale, lasciando dietro di sé i miti degli "dei bianchi".</div>
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">L'associazione globale tra il fenotipo chiaro e l'autorità/divinità non prova l'esistenza degli Elohim, ma supporta due concetti chiave dell'ipotesi:</div># <div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">'''Uniformità Genetica:''' I tratti chiari (occhi azzurri, carnagione chiara) erano un '''fenotipo distintivo''' della popolazione Elohim/Nefilim, che, essendo ''indistinguibile'' dall'uomo e ''tecnologicamente superiore'', si è disperso su scala globale, lasciando dietro di sé i miti degli "dei bianchi".</div>
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<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">'''Conclusioni Finali:''' Il dato scientifico del gene degli occhi azzurri, interpretato attraverso la lente tecnica dei testi antichi, non confuta, ma circoscrive temporalmente e biologicamente l'esistenza di un lignaggio tecnologicamente avanzato (gli Elohim/Nefilim). L'assenza di DNA alieno sposta il dibattito dalla ''specie'' alla ''popolazione'' e impone che, affinché l'ipotesi Nefilim sia valida e in linea con i dati attuali, '''essi debbano essere ancora presenti fra noi''' come linea di sangue indistinguibile, ma influente.</div>
<div style="color:#1f1f1f;margin-left:0cm;margin-right:0cm;">'''Conclusioni Finali:''' Il dato scientifico del gene degli occhi azzurri, interpretato attraverso la lente tecnica dei testi antichi, non confuta, ma circoscrive temporalmente e biologicamente l'esistenza di un lignaggio tecnologicamente avanzato (gli Elohim/Nefilim). L'assenza di DNA alieno sposta il dibattito dalla ''specie'' alla ''popolazione'' e impone che, affinché l'ipotesi Nefilim sia valida e in linea con i dati attuali, '''essi debbano essere ancora presenti fra noi''' come linea di sangue indistinguibile, ma influente.</div>
La scienza supporta ampiamente l'idea che la variante rs12913832 (un SNP nel gene HERC2 che regola OCA2) sia responsabile della maggior parte dei casi di occhi azzurri e che questa mutazione abbia un'origine singola, ovvero un "fondatore" comune risalente a circa 6.000-10.000 anni fa, probabilmente in Europa vicino al Mar Nero  (ESATTAMENTE OVE SI SUPPONE SIA ESISTITO IL GIARDINO DI EDEN) . Questo rende la variante monofiletica, nel senso che deriva da un unico antenato ancestrale, e la maggior parte delle persone con occhi azzurri condivide un aplotipo (sequenza di DNA circostante) conservato e identico, indicativo di discendenza comune (identity by descent).Lo studio fondamentale del 2008 di Eiberg et al.
pubmed.ncbi.nlm.nih.gov
(pubblicato su Human Genetics) ha analizzato campioni da popolazioni europee, turche e giordane, concludendo che tutti gli individui con occhi azzurri esaminati condividono lo stesso aplotipo esteso intorno a rs12913832, suggerendo un'unica mutazione fondatrice sotto selezione positiva. Ricerche successive, come revisioni genetiche e studi GWAS (genome-wide association studies), confermano questa conclusione senza contraddizioni significative.
thetech.org +2
Non emergono evidenze di origini indipendenti multiple per questa specifica variante: l'aplotipo conservato esclude mutazioni ricorrenti casuali, data la bassa probabilità e la struttura genetica osservata.Tuttavia, ci sono alcuni distinguo importanti, che non invalidano la conclusione principale ma aggiungono complessità:Non tutti gli occhi azzurri sono causati da rs12913832: Questa variante spiega circa il 75-90% dei casi in popolazioni europee, ma il colore degli occhi è poligenico (influenzato da più geni). Rare mutazioni missenso in OCA2 o altri geni (es. TYR, SLC24A5) possono causare occhi azzurri indipendentemente da rs12913832, specialmente in casi di albinismo oculare o popolazioni non europee.
nature.com +1
Ad esempio, in alcuni studi, circa il 3-10% di occhi azzurri non segue perfettamente l'aplotipo atteso, dovuto a modificatori di penetranza come rs1800407 (R419Q in OCA2).
Penetranza incompleta: Non tutti i portatori omozigoti della variante "azzurra" (GG a rs12913832) hanno occhi azzurri puri; possono variare verso verde o grigio a causa di altri fattori genetici o ambientali. Viceversa, alcuni individui con genotipo "marrone" (AA) hanno occhi azzurri in rari casi (fino al 26% in campioni norvegesi).
researchgate.net
Distribuzione globale: La variante è prevalente in europei (frequenza ~78%), ma rara o assente altrove, e casi di occhi azzurri in altre popolazioni (es. Africa, Asia) sono spesso dovuti a meccanismi diversi o migrazioni storiche.
researchgate.net
In sintesi, tutte le ricerche principali convergono sulla conclusione di un'origine monofiletica per rs12913832 e l'aplotipo condiviso nella stragrande maggioranza dei casi di occhi azzurri. Non ci sono dubbi sostanziali o controversie nella comunità scientifica, ma i distinguo riguardano la complessità poligenica del tratto, che rende "tutti gli occhi azzurri del mondo" un'asserzione non assoluta al 100%. Studi più recenti (fino al 2025) non hanno ribaltato questi risultati.
biorxiv.org

Versione attuale delle 00:22, 18 dic 2025

OCCHI CHIARI SUL PIANETA TERRA: ESSI VIVONO

Abstract

La presente ricerca analizza il fenomeno genetico dell'origine monofiletica e recente dell'allele per gli occhi azzurri ($rs12913832$), datato tra i 6.000 e i 10.000 anni fa, e lo confronta con le narrazioni mitologiche riguardanti l'ibridazione tra esseri superiori (Elohim/Nefilim) e l'umanità (Homo sapiens). Si propone l'ipotesi che gli Elohim/Nefilim non fossero esseri spirituali o biologicamente alieni, ma una popolazione tecnologicamente avanzata e biologicamente compatibile (indistinguibile nel genoma nucleare) che ha introdotto il tratto. La compatibilità tra il dato scientifico e la narrazione antica è mantenuta solo presumendo la presenza continua e l'influenza di questo lignaggio sul pianeta.


1. Ipotesi e Premesse Fondamentali

L'analisi parte da una rilettura tecnica dei testi antichi:

1.1 L'Ipotesi del Lignaggio Elohim

Il lignaggio degli Elohim/Nefilim è interpretato come una popolazione avanzata che ha interagito con l'umanità in un passato recente. Questa popolazione è:

#

Biologicamente Compatibile: Capace di procreare con l'Homo sapiens producendo prole fertile (come richiesto da Genesi 6:2 e supportato dall'assenza di DNA alieno).
  1. Tecnologicamente Superiore: In grado di gestire longevità estrema e di modificare la durata della vita umana.
  2. Ancora Presente: La compatibilità genetica dell'origine dell'allele $rs12913832$ e l'implicita necessità di pressione selettiva (controllo) richiedono la loro presenza e influenza contemporanea.


1.2 La Prova Genomica dell'Origine Singola

  • Il Dato: L'allele $rs12913832$ (responsabile degli occhi azzurri) è sorto da un unico antenato $Homo$ $sapiens$ 6.000–10.000 anni fa.
  • La Congruenza: Questa origine monofiletica e recente è congruente con un singolo evento di ibridazione e introduzione del tratto da parte di un lignaggio ristretto, come narrato in Genesi 6 (Nefilim) e 1 Enoch 106 (nascita di Noè).



2. Prove Raccolte: La Struttura dell'Interazione

Le prove sono state raccolte analizzando i testi antichi con una lente tecnico-biologica, concentrandosi sull'ereditarietà (Genesi), la longevità (Genesi), e l'anatomia potenziata (Iliade).

2.1 Compatibilità e Ibridazione

L'affermazione mitologica della procreazione richiede un alto grado di compatibilità, che è il fondamento dell'indistinguibilità genetica.


Testo / Riferimento Contenuto Tecnicamente Rilevante Implicazione per l'Ipotesi
Genesi 1:26 ("Immagine e somiglianza") Omologia fenotipica e genotipica. L'uomo è stato "progettato" per replicare il modello biologico degli Elohim, garantendo la compatibilità genetica necessaria all'incrocio.
Genesi 6:2 ("Presero per mogli") Atto riproduttivo e prole vitale/fertile (Nefilim). Conferma l'esistenza di un flusso genico tra le due popolazioni.
1 Enoch 106 (Nascita di Noè) Descrizione fenotipica di Noè: occhi chiari/luminosi e carnagione chiara. Collega direttamente i tratti chiari/luminosi all'ascendenza non umana/angelica (il Nefilim/Elohim).
Odissea/Iliade (Atena $glaukopis$) Epiteto per divinità: "dagli occhi glauchi/luminosi." Le caratteristiche cromatiche chiare sono associate all'ideale o alla divinità.


Origine genetica degli occhi azzurri

Le ricerche genetiche attuali indicano un'origine relativamente recente per gli occhi azzurri, dovuta a una singola mutazione genetica in un individuo.

Mutazione e Periodo: Si stima che questa mutazione nel gene OCA2 (o in un gene adiacente come HERC2, che regola l'espressione di OCA2) sia avvenuta in una singola persona circa 6.000-10.000 anni fa. Prima di questo evento, la popolazione umana aveva prevalentemente occhi marroni.

Meccanismo: Questa mutazione riduce la produzione di melanina nell'iride, il che porta all'effetto ottico che percepiamo come "azzurro". Tutti gli individui con gli occhi azzurri condividono, in sostanza, lo stesso antenato con questa mutazione.

Coincidenza Temporale: La fascia temporale più accettata per l'origine della mutazione genetica (6.000-10.000 anni fa) si sovrappone o è vicina al periodo in cui, secondo la cronologia biblica, sarebbero ambientati gli eventi del diluvio e l'esistenza di Noè.

Documenti antichi

Genesi 6: Parla dei "figli di Dio" (Benei Ha-Elohim), che sposarono le "figlie degli uomini," e dalla loro unione nacquero i Nefilim (spesso tradotti come "giganti").

Libro di Enoch (in particolare 1 Enoch 106): Questo testo apocrifo descrive la nascita di Noè. Suo padre, Lamec, si spaventò per l'aspetto del figlio, che aveva un aspetto "non da uomo, ma simile ai figli degli angeli del cielo" con "occhi di luce" e capelli bianchi. Questo è spesso interpretato come un segno della presunta ascendenza non umana (Elohim/angeli) di Noè, distinta da quella degli uomini comuni, e i tratti chiari sono visti come una manifestazione fisica di questa "diversità".


La correlazione

Nonostante la sorprendente coincidenza temporale tra l'apparizione genetica degli occhi azzurri (6.000-10.000 anni fa) e la collocazione narrativa dei testi che descrivono caratteristiche fisiche "celestiali" o "non umane" (come gli occhi chiari di Noè), non esistono ricerche scientifiche che stabiliscano una correlazione causale tra la mutazione genetica degli occhi azzurri e i miti di Nefilim o Elohim.

La scienza si basa su prove genetiche e archeologiche, mentre i racconti della Genesi e di Enoch sono interpretati nel contesto della teologia e della mitologia.

2.2 Longevità e Limitazione Biologica

La differenza di longevità tra i lignaggi è interpretata come una gestione biologica attiva e reversibile, non come un fenomeno mistico.


Testo / Riferimento Contenuto Tecnicamente Rilevante Implicazione per l'Ipotesi
Genesi 6:3 (Limite di 120 anni) Limitazione deliberata della vita umana ("ritiro dello Spirito/Ruach"). Il limite di 120 anni si avvicina al limite di Hayflick, suggerendo che la longevità (1000 anni dei Patriarchi) fosse dovuta a un meccanismo genetico potenziato (Telomerasi avanzata) che fu disattivato o degradato dagli Elohim.
Abbronzatura Divina (Ipotesi) La pelle dorata degli dèi deriva dall'esposizione al sole (UV). La carnagione di base era chiara (compatibile con l'origine degli occhi azzurri), ma erano sensibili all'irraggiamento terrestre, che potrebbe aver accelerato la necessità di limitare la longevità umana.


2.3 Tecnologia e Biologia Aumentata

L'immortalità e la resistenza degli Elohim non sono intrinsecamente spirituali, ma sono legate a una tecnologia di supporto.


Testo / Riferimento Contenuto Tecnicamente Rilevante Implicazione per l'Ipotesi
Iliade 5:339-342 (Ferita di Afrodite) Scorrimento di Icore (fluido dorato, non sangue rosso). L'Icore è il fluido di mantenimento tecnico (medicamento o nanomateriale biotecnologico) che circola in un sistema circolatorio avanzato o nella loro "tuta".
Iliade 5:855-863 (Ferita di Ares) Ares è curato da Peone con un unguento; pelle squarciata; grido di dolore. La riparazione del danno richiede agenti curativi esterni, supportando l'idea di una tecnologia medica avanzata e di un esoscheletro/tuta protettiva che può essere danneggiato.
Iliade 5:341 ("Non nutre il suo corpo di pane, né di vino") Metabolismo non basato su sostanze nutritive terrestri. Il sostentamento è sintetico e autonomo (sistema di supporto vitale), la causa dell'immortalità è la tecnologia e non una biologia intrinsecamente differente.

3. Il Fenotipo Chiaro e la Globalizzazione del Mito (Gli "Dei Bianchi")

Il concetto che gli dèi, gli eroi civilizzatori o i fondatori di civiltà avessero tratti fisici distinti (in particolare pelle chiara, occhi chiari e capelli biondi) è trasversale a culture geograficamente isolate, rafforzando l'idea di un'origine comune o di un fenomeno di interazione globale.


È corretto dire che gli occhi verdi siano uno dei colori più rari al mondo (solo circa il 2% della popolazione) e che abbiano una notevole concentrazione in alcune regioni dell'Europa settentrionale e orientale, comprese le aree russe e i paesi vicini. È vero anche che, in alcune popolazioni come quella islandese, gli occhi chiari (azzurri e verdi) sono **più comuni nelle donne** che negli uomini.

Tuttavia, gli occhi verdi non sono il risultato di una singola, semplice mutazione, ma di una **combinazione di varianti genetiche** che creano un livello intermedio di pigmentazione.

La Genetica degli Occhi Verdi

Mentre gli occhi azzurri sono quasi sempre legati alla mutazione rs12913832 nel gene *HERC2* (che riduce drasticamente la melanina), gli occhi verdi sono il risultato di un equilibrio più complesso:

  • **Bassa ma non bassissima Melanina:** Il colore verde si verifica quando l'iride contiene una **bassa ma moderata** quantità di melanina (meno degli occhi marroni, ma generalmente più degli occhi azzurri).
  • **Effetto Ottico:** Questa quantità moderata di melanina, in combinazione con il pigmento giallastro chiamato **lipocromo** e il modo in cui la luce si disperde nell'iride (l'effetto Rayleigh, che fa apparire blu), produce una miscela ottica che l'occhio percepisce come verde.


  • **Geni Coinvolti:** I principali geni coinvolti sono gli stessi che influenzano tutti i colori degli occhi, in particolare:

1. ***OCA2* e *HERC2* (Cromosoma 15):** Come per il blu, sono coinvolte varianti che non inattivano *OCA2* in modo così completo. 2. ***EYCL1* (Cromosoma 19):** Chiamato anche gene "giallo/verde", si ritiene che questo locus genico abbia un ruolo significativo nel differenziare il verde dal blu.


In sostanza, non è stata trovata una singola "mutazione verde" unica come quella rs12913832 per il blu. È piuttosto una **combinazione specifica di alleli** (varianti genetiche) in diversi geni che, agendo insieme, determina quel livello intermedio di pigmentazione che dà il colore verde.

Concentrazione in Russia e Donne

    • Concentrazione Geografica:** La forte presenza di occhi verdi in Europa settentrionale, centrale e orientale (compresa la Russia) è un esempio di **selezione naturale o deriva genetica** in popolazioni che hanno migrato e si sono isolate. Questo colore è particolarmente comune in paesi come l'Islanda e l'Ungheria.
  • **Donne e Uomini:** La tendenza per gli occhi chiari ad essere più prevalenti nelle donne rispetto agli uomini in alcune popolazioni europee è un fenomeno noto, ma il motivo evolutivo non è completamente chiaro.

Alcuni scienziati ipotizzano che possa essere legato a una forma di **selezione sessuale**, dove i tratti rari o sessualmente dimorfici (diversi tra i due sessi) possono essere considerati più attraenti nella scelta del partner.

In conclusione, il colore verde è il risultato di una **calibrazione genetica** dei principali geni della pigmentazione, piuttosto che di una mutazione singola e onnicomprensiva come quella degli occhi azzurri.

Riassumendo

Testi Ebraico-Cristiani (Genesi ed Enoch)

Questi testi offrono i riferimenti più diretti all'ibridazione e ai tratti fisici distintivi:


Testo Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo Nota a Supporto dell'Ipotesi
Genesi 6:2-4 "I figli del vero Dio [Benei Ha-Elohim] notarono che quelle donne erano molto belle; e si presero per mogli tutte quelle che scelsero." L'incrocio genera i Nefilim ("giganti," o "quelli che fanno cadere"). Conferma il concetto di unione tra esseri non umani (Elohim) e umani, generando una prole ibrida (Nefilim).
Libro di Enoch (1 Enoch 106) Lamec descrive la nascita di suo figlio Noè: "il bambino aveva il corpo più bianco della neve e più rosso della rosa... e i capelli della sua testa più bianchi della lana... e i suoi occhi erano come raggi di sole." Forte Correlazione: Il testo lega esplicitamente i tratti chiari (pelle e occhi luminosi) all'ascendenza non umana/angelica (gli Elohim/Vigilanti), differenziando fisicamente Noè dal resto dell'umanità.
Descrizione dei Nefilim Spesso descritti come giganti (Genesi 6:4, Numeri 13:33) o esadattili (con sei dita, secondo alcune interpretazioni). Sebbene il gigantismo non implichi il colore degli occhi, l'essere fisicamente diversi (più alti, più forti) supporta l'idea che l'incrocio abbia introdotto tratti fenotipici unici e visibili.


Epica Greca (Iliade e Odissea)

Nei poemi omerici, la vicinanza tra dèi e umani è costante, e le descrizioni fisiche degli dèi olimpici spesso includono tratti chiari:


Testo Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo Nota a Supporto dell'Ipotesi
Odissea / Iliade (Atena) La dea Atena è costantemente chiamata "glaukopis" (γλαυκῶπις), letteralmente "dagli occhi glauchi" o "dagli occhi luminosi." Il glaukós era spesso tradotto come un colore tra il grigio-azzurro e il verde, o comunque un colore chiaro e lucente, in contrasto con gli occhi scuri comuni nel Mediterraneo. Il tratto degli occhi chiari/luminosi è un epiteto distintivo di una divinità di primo piano, suggerendo che fosse un tratto associato alla perfezione divina.
Odissea / Iliade Molti eroi sono figli di un dio e di un mortale (es. Achille, figlio della dea Teti). Conferma l'esistenza di ibridi fertili (Semidei) i cui lignaggi mantengono un legame con la sfera divina, legittimando il concetto di incrocio.
Descrizioni Generiche Le divinità olimpiche sono descritte con caratteristiche fisiche umane (litigano, si feriscono) ma con una pelle luminosa (Icore, sangue divino) e una bellezza perfetta, implicando un fenotipo ideale che spesso, nella cultura mediterranea, includeva una carnagione chiara (a differenza degli umani che lavorano al sole). Sostenendo la sua tesi, le divinità sono una "razza" simile all'uomo ma "migliore" o "più luminosa" fisicamente.


Epica Indiana (Mahābhārata)

Il Mahābhārata è un'epopea ricca di incroci, sebbene le descrizioni del colore degli occhi siano meno dirette:


Testo Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo Nota a Supporto dell'Ipotesi
Mahābhārata (Ibridi) I cinque fratelli Pāṇḍava sono figli di re Pāṇḍu, ma furono concepiti da Dharma (Giustizia), Vāyu (Vento), Indra (Tuono) e gli Ashvin (gemelli medici). Il testo è pieno di eroi che sono il risultato di unioni dirette tra dèi e mortali. Questa è una conferma culturale universale dell'idea di ibridazione divina.
Riferimenti Indiretti Le divinità Vediche e Indù (come Agni o Indra) sono spesso descritte con epiteti che riguardano la luce, il fuoco e il cielo, anche se la letteratura indiana tende a concentrarsi sul colore della pelle legato al potere (spesso blu per Vishnu/Krishna, rosso per Agni). La "luminosità" o "luce" associata al divino, come negli occhi di Noè, è un tema ricorrente, suggerendo una differenza fenotipica legata all'energia piuttosto che alla pigmentazione.


Epica Mesopotamica (Epopea di Gilgamesh e Enuma Elish)

Questi testi offrono l'esempio più antico di ibridazione, ma sono molto meno specifici sui tratti fisici come il colore degli occhi:


Testo Riferimento all'Ibridazione / Fenotipo Nota a Supporto dell'Ipotesi
Epopea di Gilgamesh L'eroe Gilgamesh è descritto come "due terzi divino e un terzo umano" (Tavoletta I, linea 4). Esempio fondamentale di un ibrido di alta statura (Sha nagba imuru, "Colui che vide ogni cosa") che è il risultato dell'unione di una dea e di un mortale. Gilgamesh è il perfetto Nefilim: un essere potentissimo e parzialmente divino.
Enuma Elish Questo poema cosmogonico narra la creazione del mondo e degli dèi, ma menziona anche l'esistenza degli Apkallu (i Sette Saggi), esseri metà uomo e metà pesce (uomini-pesce) inviati dagli dèi per portare la civiltà agli uomini. L'Apkallu (come Oannes) è un altro modello di ibrido/intermediario inviato dagli dèi, anche se la loro descrizione fenotipica è molto più "aliena" (a metà pesce) rispetto alla sua ipotesi.


Conclusione

L’ ipotesi, che vede gli occhi azzurri come un tratto di un lignaggio Nefilim/Elohim non-soprannaturale, trova un forte supporto narrativo:

*

I Fenotipi Luminosi/Chiari: I testi greci (Atena glaukopis) ed Ebraici (Noè "occhi come raggi di sole") collegano esplicitamente gli occhi chiari e luminosi alla sfera divina o quasi-divina.


*

L'Ibridazione: La tradizione di incroci tra dèi e umani (Nefilim, Semidei, Gilgamesh, Pāṇḍava) è un tema universale e centrale nella mitologia.


La documentazione, se letta come un resoconto storico di interazione tra "razze" distinte, è coerente con l'idea che un tratto fenotipico distintivo (occhi azzurri, gigantismo, forza) sia stato introdotto da un lignaggio di "esseri superiori" in un periodo post-arcaico.



3.1 Riferimenti Globali al Fenotipo Chiaro

L'associazione tra potere/divinità e tratti chiari si trova in culture che, al tempo dei contatti iniziali, erano prevalentemente di carnagione scura o olivastra.


Area Culturale Figura o Popolo di Riferimento Descrizione del Tratto Chiaro Implicazione per l'Ipotesi
Ande (Inca) Viracocha Divinità creatrice e civilizzatrice descritta come un uomo alto, barbuto, di carnagione chiara. Viracocha e altri miti (Pachacútec Inca Yupanqui) suggeriscono un maestro civilizzatore con un fenotipo diverso da quello della popolazione indigena.
Mesoamerica (Aztechi) Quetzalcóatl Il dio/eroe culturale, a volte descritto come un uomo con barba e pelle chiara che arriva dal mare per portare la conoscenza. Simile a Viracocha, l'introduzione di conoscenza e civiltà è attribuita a figure che fenotipicamente si distinguono dalla popolazione locale.
Oceania/Polinesia Figure Ancestrali Molti miti riportano l'arrivo di uomini di pelle chiara e dai capelli rossi/biondi come fondatori o figure di potere, noti come Maui o altre figure leggendarie. L'associazione di tratti chiari con l'autorità o l'ascendenza è un tema comune nelle isole del Pacifico, rafforzando l'idea di un lignaggio dominante e fenotipicamente unico.
India (Indra) Indra Il dio vedico del tuono, sebbene spesso raffigurato come rosso o dorato, appartiene al pantheon degli dèi che si sono scontrati con i Dasa (spesso descritti come scuri), in una narrazione che alcuni interpretano come una differenza fenotipica tra le popolazioni. L'opposizione tra gruppi (Dèi contro Asura/Dasa) è spesso codificata da differenze cromatiche che potrebbero riflettere differenze di lignaggio.
Egitto Osiride/Horus Le divinità fondatrici sono talvolta raffigurate con una pelle eccezionalmente chiara o verde (simbolo di rigenerazione), in contrasto con le tonalità scure della popolazione egizia. La distinzione cromatica è usata per evidenziare la non-terrestrità o la superiorità del lignaggio divino.


L'Implicazione della Diffusione del Mito

L'associazione globale tra il fenotipo chiaro e l'autorità/divinità non prova l'esistenza degli Elohim, ma supporta due concetti chiave dell'ipotesi:

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Uniformità Genetica: I tratti chiari (occhi azzurri, carnagione chiara) erano un fenotipo distintivo della popolazione Elohim/Nefilim, che, essendo indistinguibile dall'uomo e tecnologicamente superiore, si è disperso su scala globale, lasciando dietro di sé i miti degli "dei bianchi".
  1. Rafforzamento della Selezione: Se l'autorità e il potere erano associati a questi tratti, ciò avrebbe amplificato la selezione sessuale preferenziale a favore della prole con fenotipo chiaro (il tratto Nefilim), contribuendo alla rapida diffusione dell'allele $rs12913832$ in diverse popolazioni umane.


Questo capitolo finale consolida l'ipotesi: il gene $rs12913832$ non è un evento genetico isolato, ma una singola manifestazione misurabile di un fenomeno globale di interazione e ibridazione tra due popolazioni con fenotipi distinti.

4. Conclusioni

L'analisi integrata dell'origine genetica, della longevità e dell'anatomia degli dèi porta a una singola conclusione unificante:

La Tesi della Presenza Continua

L'ipotesi di un antenato Nefilim come fonte dell'allele $rs12913832$ è l'unica lettura che rende la genetica congruente con la mitologia. Questa compatibilità richiede che gli Elohim/Nefilim siano:

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Biologicamente Identici: La loro linea di sangue doveva essere indistinguibile dagli Homo sapiens per avere procreato.
  1. Attivi e Dominanti: La diffusione rapida e l'origine monofiletica del tratto (occhi chiari) è più plausibile se si accetta l'esistenza di un lignaggio elitario che ha esercitato una forte selezione sessuale o sociale (il "controllo del pianeta").


Conclusioni Finali: Il dato scientifico del gene degli occhi azzurri, interpretato attraverso la lente tecnica dei testi antichi, non confuta, ma circoscrive temporalmente e biologicamente l'esistenza di un lignaggio tecnologicamente avanzato (gli Elohim/Nefilim). L'assenza di DNA alieno sposta il dibattito dalla specie alla popolazione e impone che, affinché l'ipotesi Nefilim sia valida e in linea con i dati attuali, essi debbano essere ancora presenti fra noi come linea di sangue indistinguibile, ma influente.


La scienza supporta ampiamente l'idea che la variante rs12913832 (un SNP nel gene HERC2 che regola OCA2) sia responsabile della maggior parte dei casi di occhi azzurri e che questa mutazione abbia un'origine singola, ovvero un "fondatore" comune risalente a circa 6.000-10.000 anni fa, probabilmente in Europa vicino al Mar Nero (ESATTAMENTE OVE SI SUPPONE SIA ESISTITO IL GIARDINO DI EDEN) . Questo rende la variante monofiletica, nel senso che deriva da un unico antenato ancestrale, e la maggior parte delle persone con occhi azzurri condivide un aplotipo (sequenza di DNA circostante) conservato e identico, indicativo di discendenza comune (identity by descent).Lo studio fondamentale del 2008 di Eiberg et al.

pubmed.ncbi.nlm.nih.gov

(pubblicato su Human Genetics) ha analizzato campioni da popolazioni europee, turche e giordane, concludendo che tutti gli individui con occhi azzurri esaminati condividono lo stesso aplotipo esteso intorno a rs12913832, suggerendo un'unica mutazione fondatrice sotto selezione positiva. Ricerche successive, come revisioni genetiche e studi GWAS (genome-wide association studies), confermano questa conclusione senza contraddizioni significative. 

thetech.org +2

Non emergono evidenze di origini indipendenti multiple per questa specifica variante: l'aplotipo conservato esclude mutazioni ricorrenti casuali, data la bassa probabilità e la struttura genetica osservata.Tuttavia, ci sono alcuni distinguo importanti, che non invalidano la conclusione principale ma aggiungono complessità:Non tutti gli occhi azzurri sono causati da rs12913832: Questa variante spiega circa il 75-90% dei casi in popolazioni europee, ma il colore degli occhi è poligenico (influenzato da più geni). Rare mutazioni missenso in OCA2 o altri geni (es. TYR, SLC24A5) possono causare occhi azzurri indipendentemente da rs12913832, specialmente in casi di albinismo oculare o popolazioni non europee. 

nature.com +1

Ad esempio, in alcuni studi, circa il 3-10% di occhi azzurri non segue perfettamente l'aplotipo atteso, dovuto a modificatori di penetranza come rs1800407 (R419Q in OCA2).

Penetranza incompleta: Non tutti i portatori omozigoti della variante "azzurra" (GG a rs12913832) hanno occhi azzurri puri; possono variare verso verde o grigio a causa di altri fattori genetici o ambientali. Viceversa, alcuni individui con genotipo "marrone" (AA) hanno occhi azzurri in rari casi (fino al 26% in campioni norvegesi).

researchgate.net

Distribuzione globale: La variante è prevalente in europei (frequenza ~78%), ma rara o assente altrove, e casi di occhi azzurri in altre popolazioni (es. Africa, Asia) sono spesso dovuti a meccanismi diversi o migrazioni storiche.

researchgate.net

In sintesi, tutte le ricerche principali convergono sulla conclusione di un'origine monofiletica per rs12913832 e l'aplotipo condiviso nella stragrande maggioranza dei casi di occhi azzurri. Non ci sono dubbi sostanziali o controversie nella comunità scientifica, ma i distinguo riguardano la complessità poligenica del tratto, che rende "tutti gli occhi azzurri del mondo" un'asserzione non assoluta al 100%. Studi più recenti (fino al 2025) non hanno ribaltato questi risultati.

biorxiv.org